Caratteristiche anatomiche uniche
La VGS è una vena superficiale con parete spessa e doppio strato muscolare, a differenza delle altre vene superficiali.
Contenuta in un compartimento fasciale proprio (fascia safenica), che le conferisce protezione e supporto.
Dotata di numerose valvole unidirezionali (10-20) che facilitano il ritorno venoso.
Ruolo fisiologico e propulsivo
Contribuisce attivamente al drenaggio venoso, in particolare durante la deambulazione.
Può avere un ruolo vicario in caso di trombosi venosa profonda (TVP), diventando via alternativa di deflusso.
Utilizzo in chirurgia vascolare
È la vena di elezione per bypass coronarici e periferici (soprattutto distali) grazie a lunghezza, calibro e resistenza.
Rischi dell'eliminazione della VGS (stripping, termoablazione, scleroterapia obliterativa)
La distruzione della VGS elimina una via naturale di drenaggio venoso.
Aumenta il rischio di recidive varicose (fino al 60-70%) e di deterioramento clinico del drenaggio venoso nel lungo termine (circa il 40% presenta peggioramento clinico oggettivo dopo 5 anni).
L’eliminazione della vena, che ospita collettori linfatici nel suo compartimento, può compromettere anche il drenaggio linfatico, aumentando il rischio di linfedema secondario, specialmente nei soggetti predisposti.
Un arto privato della sua vena propulsiva principale non potrà mai più essere fisiologicamente come prima.
Evidenze scientifiche
Studi longitudinali mostrano che pazienti sottoposti a stripping presentano punteggi peggiori nel VCSS rispetto a quelli trattati con tecniche meno invasive.
L’approccio CHIVA e metodiche funzionali non ablative dimostrano minori recidive e miglior conservazione emodinamica.
Prospettiva clinica moderna
Non è più sufficiente confrontare metodi ablativi tra loro (chirurgico vs laser), ma considerare se vi sia reale necessità di eliminare la VGS.
Anche se la VGS malata e refluente, è fondamentale concentrare la ricerca clinica su percorsi terapeutici che puntino al suo recupero funzionale piuttosto che alla sua eliminazione.
Questo approccio particolarmente importante nei soggetti giovani, nei quali la conservazione di una vena propulsiva può influenzare positivamente la prognosi a lungo termine.
Per salvare la VGS, è necessario intervenire con metodiche emodinamiche come CHIVA e ASVAL, ma non solo: oggi è possibile utilizzare tecniche ablative mirate esclusivamente ai punti di fuga.
Di particolare rilievo la nuova metodica HIFU (High-Intensity Focused Ultrasound), che può essere impiegata in tutti questi contesti conservativi, in modo assolutamente non invasivo ed extracorporeo.
Anche nei casi in cui la VGS non sia salvabile per motivi anatomici o emodinamici (dilatazioni eccessive, pregressa tromboflebite, ecc.), l’HIFU, da solo o associato a terapia sclerosante con schiuma, consente un trattamento sicuro, efficace e completamente non invasivo, ideale per pazienti compromessi, anziani, cardiopatici, nefropatici o in terapia anticoagulante.
La conservazione della VGS, quando possibile, rappresenta una strategia clinica più fisiologica e sostenibile.
Riferimenti bibliografici essenziali
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**Casoni P, Nanni E, ****Pizzamiglio M,**Serra L. Action of high intensity focused ultrasound (HIFU) ablation on the venous wall: Histopathological analysis, insights, and perspectives. Phlebology. 2024.
CHIVA – Conservatrice e Emodinamica
Franceschi M. CHIVA method: Conservative and hemodynamic approach to vein insufficiency.
Phlebolymphology. 2003;10(1):27-32.
ASVAL – Ablazione Selettiva delle Varici
Puggioni A, Lurie F, Kistner RL, Eklof B. ASVAL: Ambulatory selective varicose vein ablation under local anesthesia. J Vasc Surg. 2006;44(3):634-639.
